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CULTURA ED ARTE

Il Museo dei Fossili

La struttura attuale, inaugurata nel 1996, è stata voluta dalla Comunità Montana della Lessinia, che la gestisce attraverso il Parco Naturale Regionale della Lessinia in convenzione con la famiglia Cerato. La parte scientifica del museo è stata realizzata con la supervisione del prof. Lorenzo Sorbini (studioso, a lungo direttore del Museo di Verona e di quello di Bolca), seguendo un percorso didattico particolarmente invitante che prende avvio dall’inquadramento geomorfologico della zona per soffermarsi quindi sulla serie stratigrafica delle rocce, sull’origine del giacimento, sui sistemi di estrazione e conservazione.
Si passa poi all’esposizione dei reperti più significativi in ordine alla loro classificazione (dagli esemplari di squali, razze e torpedini ai pesci della barriera corallina), suddivisi per ordini, generi e specie, con un grande acquario esemplificativo.
Nella terza sala, al piano superiore, i fossili sono esposti a seconda della loro ambientazione, da quelli costieri alla fauna di mare aperto, alle piante ed agli animali delle isole; uno spazio apposito è riservato ai fossili dello Spilecco e della vallata dell’Alpone (San Giovanni Ilarione e Roncà). Completa il museo un Centro Congressi, dove si effettuano anche proiezioni di filmati didattici.

Visita agli Scavi:
Su prenotazione, è possibile effettuare una “Visita guidata” alla zona degli scavi (Postale e Pessàra), appositamente predisposta dopo gli ultimi interventi come laboratorio didattico soprattutto per le scuole, con partenza dal Museo (biglietto abbinato), 2 km in auto e 1 km a piedi, o partendo dalla zona del Postale, 1 km a piedi.
Orari (il Museo è chiuso il lunedì):
Da novembre a febbraio  Ore 10,00 - 12,00 e 14,00 - 17,00
Da marzo ad ottobre  Ore   9,00 - 12,00 e 14,00 - 18,30
Prenotazioni: Museo dei Fossili (tel. e fax. 045.6565088), Famiglia Cerato (045.6565111)

Passeggiata Paleontologica

Affascinante percorso ristretto originariamente (la prima realizzazione risale agli anni settanta) alle località fossilifere principali (Pessàra e Postale), unisce in un unico insieme l’intero territorio di Bolca, partendo dal Museo e comprendendo le altre aree fossili. Una “passeggiata” da non perdere per l’eccezionalità del sito, oltre che per la varietà dell’offerta naturalistica attraverso piccoli monti e valli scoscese percorse da rumorosi ruscelli sullo sfondo delle Piccole Dolomiti.
Si possono visitare, inoltre, il monte Vegroni, il monte Purga, che divide in due il territorio sulla cui sommità era situato il “castelliere” preistorico, entrambi noti per l’abbondanza di flora fossile (palme, piante e frutti) e per le miniere di lignite, e lo Spilecco (denti di squalo, conchiglie, etc.).

Arte Religiosa

La parrocchiale, ricostruita nel 1860 sui resti di precedenti edifici il più antico dei quali risalente ai primi del 1500, presenta opere di Zenatello (una bella “Via Crucis” e due grandi affreschi con il battesimo nel Giordano e la decapitazione di San Giovanni Battista), oltre a due sculture lignee del settecento (Madonna del Rosario e S. Rocco) di autore ignoto.
Interessante pure il campanile con meridiana, recentemente restaurato, che ospita frequenti concerti di campane a rinsaldare una fortunata tradizione che risale ai primi del 1900. Tavolette del XVI° e del XVIII° secolo, croci, capitelli ed altre testimonianze di arte popolare sono presenti in diverse località.

Cracchi

Contrada sul versante della valle del Chiampo (m.696 slm), a lungo sede notarile, è citata già in documenti del 1300; da vedere l’arco di ingresso ad un’abitazione, la chiesetta di S. Giovanni Nepomuceno (primi del 1700) e, nelle vicinanze, il “lago dei Cracchi” e la grotta delle “anguane”, luoghi ricchi di tradizioni e di leggenda.
Anche le altre contrade dell’ “altopiano” dei Cracchi (poco sopra i 600 m.) offrono spunti interessanti per la conoscenza del territorio, in un paesaggio particolarmente caratteristico.




Giassàre, Calcàre, Corti

Resti di “giassàre” (produzione di ghiaccio - nella foto la giassàra del Feo) si possono osservare tra Altura e Gaiotte, e soprattutto al Faedo, mentre quelli dell’ultima “calcàra” (produzione della calce) sono stati definitivamente cancellati dalla costruzione della residenza per anziani.
Particolarmente interessante sotto l’aspetto architettonico la suddivisione in “corti” del centro del paese.



Pubblicazioni su Bolca dell’ultimo periodo

Bolca e i suoi fossili, E. Stanghellini, 1963;
Les poissons fossiles du monte Bolca, J. Blot, 1969 ;
I fossili di Bolca, G. Solinas, 1971;
Bolca di Vestenanova, T. Caltran, 1971;
I fossili dei Lessini, A. Siliotti, 1971;
I fossili di Bolca, L. Sorbini, 1973;
Bolca Laguna pietrificata, T. Caltran, 1974;
I fossili di Bolca della collezione Baja, L. Sorbini, 1983;
Vestenanova. Uomo, ambiente, cose e avvenimenti, AA. VV., 1988;
Bolca. Guida al museo dei fossili ed alle cave, M. Frigo e A. Cerato, 1997;
600 fossili per Napoleone, M. Frigo e L. Sorbini, 1997;
Bolca ed il suo territorio, T. Caltran e R. Zorzin, 1998;
I fossili di Bolca, M. Frigo e C. Sorbini, 1999;
Bolca. Laguna pietrificata (Nuova Edizione), T. Caltran, 2000;
L’isola sulla montagna, T. Caltran, 2003.

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